Animali fedeli compagni di vita e molto di più

Ho avuto nella mia vita due cani fedeli, due fedeli compagni di vita. La prima è stata con me nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza. L’altra, una vivacissima pincher, durante la mia vita adulta.

Nell’ambito del mio lavoro come mentore mi è accaduto di incontrare varie donne o ragazze con dei cani o dei mici: alcune di esse, nutrono un sentimento di sincero amore ed attaccamento nei confronti dei loro animali. Di per sé l’amore verso il regno animale è un sentimento molto nobile, gli animali hanno sentimenti ed emozioni molto sviluppate, prendendoci cura di loro li aiutiamo e ci aiutiamo nell’evoluzione. Tuttavia quello che ho riscontrato in alcune delle mie clienti è che l’amore forte nei confronti dei propri amici a quattro zampe, non è accompagnato da un forte amore verso loro stesse.

E’ come se amando il proprio cane o gatto volessero in realtà amare loro stesse, senza tuttavia riuscirci. C’è da parte loro la necessità di dare amore, perché in buona sintesi per vari motivi nella vita non lo si è ricevuto dalla famiglia, dagli amici, dai compagni o dal proprio compagno di vita.

L’amore e le attenzioni rivolte al proprio cane o gatto rappresentano una richiesta interiore di apprezzamento e attenzione.

Quello che sto rappresentando è assente da un qualsivoglia giudizio o valutazione: è semplicemente frutto della mia esperienza pratica, il riscontrare che delle donne che nutrono poco amore nei propri confronti rivolgono la maggior parte delle loro attenzioni ai loro amici animali.

In questo caso l’antidoto non è certo rivolgere meno cure ai nostri fedeli compagni, ma l’accorgerci che esiste questa situazione, che deve essere controbilanciata dall’amore per sé stesse.

Come si fa? La prima cosa da fare è dirsi che siamo importanti; il solo ripetercelo non è sufficiente, serve anche un sentimento, un’emozione forte, un’intenzione mentale accompagnata dalla realizzazione interiore che è davvero così. 

Mi voglio bene e mi merito di stare bene. Una volta che avrò acquisito la maestria di questo stato di consapevolezza fisica, emotiva e mentale riuscirò ad amarmi di più e contemporaneamente l’amore che nutrirò verso il mio amico/amica a quattro zampe non sarà di tipo compensativo (cioè, del tipo, lo amo perché non mi sento amata), ma un amore più distaccato e più rispettoso anche della sua natura animale.

Se si impara a volersi bene, migliora tutta la realtà che abbiamo intorno a noi.