Ottenere il successo attraverso la spiritualità: un binomio impossibile o una scelta necessaria? 

Nel passato la spiritualità era rappresentata dal ritiro dalla vita materiale, dalla contemplazione, dalla ricerca dell’armonia nei confronti del pianeta Terra e i suoi Regni, dallo sviluppo dei propri poteri interiori in un modo completamente distaccato dalla realtà di tutti i giorni. 

I monaci e i grandi Santi e maestri hanno abbandonato le proprie ricchezze materiali per dedicarsi alla cultura della propria anima e del proprio spirito in luoghi spesso isolati e immersi nella natura. La vita si svolgeva in comunità e la Regola era la povertà. 

Questo può significare che al giorno d’oggi, almeno nel mondo occidentale, non vi è spazio per la spiritualità? 

La moderna società contemporanea tesa alla mondanità e ai vizi lascia poco spazio alla pratica della contemplazione e della povertà. Tuttavia, la spiritualità di oggi si è evoluta. Attraverso le nostre carriere lavorative cerchiamo portare soluzioni positive per offrire qualcosa di grande all’umanità, l’obiettivo è quello di dare il nostro contributo per trasformare in positivo la vita delle persone che tocchiamo. 

Così viene fatto, ad esempio, da una insegnante che si dedica ai suoi alunni, cercando di sviluppare il meglio che c’è in loro. Allo stesso modo, un medico di pronto soccorso che è in prima linea tutti i giorni per portare un servizio più grande alle persone. 

Essere spirituali oggi significa quindi avere la materialità con un servizio attivo alle persone affinché ci sia una crescita interiore e sviluppi evolutivi positivi, per il miglioramento del mondo che è intorno a noi. Anche il contributo ambientale alla società realizza tale forma di servizio più alto di miglioramento. Quindi il concetto di spiritualità e di servizio sono indissolubilmente legati, ma non possono essere privi dell’aspetto materiale. 

Chi mai posso servire se non ho fisicamente gli strumenti per farlo? Cosa posso donare se non possiedo nulla?   

La spiritualità al giorno d’oggi è il valore aggiunto che porto alle persone.  

Tuttavia, la nostra società contemporanea ha sviluppato soprattutto la sola componente materiale: il 90% delle nostre vite è rivolto al consumo. Un vortice di invidia, gelosia e rivalità porta molte persone a essere in schiavitù per avere un’auto migliore, una casa più grande, una promozione lavorativa: se stai portando servizio solo a te stesso/a e alla tua famiglia sei in difficoltà, solo quando sei impegnato/a a portare servizio agli altri ti senti realmente vivo/a.  

Se ottieni il successo con l’avidità, la brutalità e la cattiveria il tuo successo non ti porterà a stare bene: avrai molti nemici e il tuo successo non sarà sostenibile. 

Alla lunga il mantenerlo diventerà una maledizione. La formula giusta è quella win/win: soluzioni io vinco/tu vinci.  

In questo modo si è amati dalle persone e si può piacere agli altri. Arrivati ad un certo punto della nostra vita, non cerchiamo il prevalere sugli altri, ma l’armonia nelle situazioni. Si può piacere agli altri solo se si creano soluzioni win/win (io vinco/tu vinci), in questo modo si hanno molti meno nemici.  

Tale approccio è più bilanciato e crea uno stile di leadership migliore in quanto porta alla condivisione di valori e relazioni più stabili e durature. Per raggiungere soluzioni win/win bisogna coltivare la buona volontà e la volontà di fare bene in ogni area della nostra vita, quella familiare, sociale, lavorativa/di carriera e quella relativa al nostro contributo ambientale alla società. Questo ti rende più magnetico/a ed è una medicina a tante situazioni sfavorevoli della vita. Il tuo amore deve essere custodito dalla volontà, solo così il tuo potere potrà essere alto e il tuo sarà un successo sostenibile. Se non hai potere sarai sulle montagne russe della vita.